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Differenze tra le versioni di "Login SSH"

Da MontelLUG WIKI.

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m (Generare la chiave pubblica e privata)
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Prima di tutto dobbiamo aver a disposizione una una copia di chiavi crittografiche, una pubblica ed una privata. Spostiamoci nella cartella ~./ssh e diamo il comando  
 
Prima di tutto dobbiamo aver a disposizione una una copia di chiavi crittografiche, una pubblica ed una privata. Spostiamoci nella cartella ~./ssh e diamo il comando  
  
  ssh-keygen -o -a 100 -t ed25519 -f ~/.ssh/id_ed25519 -C "$(whoami)@$(hostname)-$(date -I)"
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  ssh-keygen -a 100 -t ed25519 -C "$(whoami)@$(hostname)-$(date -I)"
  
  
 
vediamo le opzioni:  
 
vediamo le opzioni:  
* -o
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* -t ed25519 stabilisce la tipologia di algoritmo da utilizzare per la chiave criptografica: senza entrare nei tecnicismi [https://en.wikipedia.org/wiki/EdDSA#Ed25519 ed25519] è l'algoritmo ora più raccomandato per la generazione di chiavi;
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* -a 100 è il numero di KDF (Key Derivation Function); più alto è il numero e più è lenta la verifica della password: di default è 16, incrementa la resistenza agli attacchi di tipo brute-force in caso di furto della chiave privata. E' un opzione aggiuntiva: va valutato il caso specifico per capire se serve impostare l'opzione;
 
* -C "$(whoami)@$(hostname)-$(date -I)'' serve ad aggiungere un commento alla chiave quando verrà memorizzata sul server: è utile per riconoscere le chiavi memorizzate sul server. Potrebbe anche esser impostata l'opzione -C "email@dominio.com"  
 
* -C "$(whoami)@$(hostname)-$(date -I)'' serve ad aggiungere un commento alla chiave quando verrà memorizzata sul server: è utile per riconoscere le chiavi memorizzate sul server. Potrebbe anche esser impostata l'opzione -C "email@dominio.com"  
Il programma chiederà:  
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Una volta dato invio, il programma chiederà:  
* il nome del file: consigliato usare una chiave per ciascun server; non costa nulla ed aumenta la sicurezza;
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* il nome del file: consigliato usare una chiave per ciascun server; non costa nulla dare un nome specifico ed aumenta la sicurezza;
* una password: da salvare in modo sicuro; si può anche non impostare nessuna password, ma ovviamente aumenta il rischio; in questo secondo caso la chiave privata deve esser conservata con assoluta cura e non deve finire in dispositivi mobili o passare su internet, perchè non è protetta.
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* una password: da salvare in modo sicuro; si può anche non impostare nessuna password, ma ovviamente aumenta il rischio in caso di furto della chiave privata; ovviamente in questo caso non ha senso l'opzione -a ed in questo secondo caso la chiave privata deve esser conservata con assoluta cura e non deve finire in dispositivi mobili o passare su internet, perché non è protetta.
  
 
Troveremo nella directory il file '''''id_rsa_nomeserverimpostato''''' la chiave privata da custodire adeguatamente e '''''id_rsa_nomeserverimpostato.pub''''' la chiave pubblica che verrà poi copiata nel server.
 
Troveremo nella directory il file '''''id_rsa_nomeserverimpostato''''' la chiave privata da custodire adeguatamente e '''''id_rsa_nomeserverimpostato.pub''''' la chiave pubblica che verrà poi copiata nel server.

Versione delle 00:39, 28 mar 2021

Login in un server via SSH con chiave pubblica

Lasciare aperta la porta di un server SSH su internet è rischioso: lo è un poco meno se il server è impostato per non accettare l'autenticazione tramite password e di accettare solo l'accesso tramite chiave pubblica, ovvero sfruttando la crittografia assimetrica.

Questa pagina vuol esser un semplice manuale o un pro-memoria delle impostazioni da fare: eventuali approfondimenti sulle configurazioni di SSH, di sshd_config o altro non verranno trattate qui.

Premesse

Si considera che:

  • è stato già installato/disponibile un server SSH;
  • si ha accesso al server remoto e funziona il collegamento.

Generare la chiave pubblica e privata

Prima di tutto dobbiamo aver a disposizione una una copia di chiavi crittografiche, una pubblica ed una privata. Spostiamoci nella cartella ~./ssh e diamo il comando

ssh-keygen -a 100 -t ed25519 -C "$(whoami)@$(hostname)-$(date -I)"


vediamo le opzioni:

  • -t ed25519 stabilisce la tipologia di algoritmo da utilizzare per la chiave criptografica: senza entrare nei tecnicismi ed25519 è l'algoritmo ora più raccomandato per la generazione di chiavi;
  • -a 100 è il numero di KDF (Key Derivation Function); più alto è il numero e più è lenta la verifica della password: di default è 16, incrementa la resistenza agli attacchi di tipo brute-force in caso di furto della chiave privata. E' un opzione aggiuntiva: va valutato il caso specifico per capire se serve impostare l'opzione;
  • -C "$(whoami)@$(hostname)-$(date -I) serve ad aggiungere un commento alla chiave quando verrà memorizzata sul server: è utile per riconoscere le chiavi memorizzate sul server. Potrebbe anche esser impostata l'opzione -C "email@dominio.com"

Una volta dato invio, il programma chiederà:

  • il nome del file: consigliato usare una chiave per ciascun server; non costa nulla dare un nome specifico ed aumenta la sicurezza;
  • una password: da salvare in modo sicuro; si può anche non impostare nessuna password, ma ovviamente aumenta il rischio in caso di furto della chiave privata; ovviamente in questo caso non ha senso l'opzione -a ed in questo secondo caso la chiave privata deve esser conservata con assoluta cura e non deve finire in dispositivi mobili o passare su internet, perché non è protetta.

Troveremo nella directory il file id_rsa_nomeserverimpostato la chiave privata da custodire adeguatamente e id_rsa_nomeserverimpostato.pub la chiave pubblica che verrà poi copiata nel server.

Aprite poi il file ~./ssh/config ed aggiungete il server a cui collegarsi aggiungendo le seguenti righe:

Host webmail
HostName IPDELSERVER
IdentityFile ~/.ssh/id_rsa_nomeserverimpostato
HashKnownHosts yes
GSSAPIAuthentication yes

Copia della chiave sul server

La copia si effettua con il seguente comando:

ssh-copy-id -i id_rsa_nomeserverimpostato.pub utenteserver@ipserver

Il comando potrebbe non funzionare perchè se sul server gira Debian e dovete autenticare root, per impostazione di sicurezza di defaut non è abilitato l'accesso remoto. Accedete al server e modificate questo file /etc/ssh/sshd_config

De-commentare e modificare le seguenti opzioni (digitare man sshd_config per ottenere info su tutte le altre opzioni):

PermitRootLogin yes
PubkeyAuthentication yes 

Riavviare sshd con il comando seguente e lanciare nuovamente ssh-copy-id sopra indicato:

systemctl restart sshd.service

Fatta la copia della chiave pubblica, ricommentare PermitRootLogin yes o impostare il valore di default PermitRootLogin prohibit-password impostare PasswordAuthentication no e riavviare sshd con il comando di cui sopra.

Conclusioni

Usare una chiave per autenticarsi riduce il rischio di accessi indesiderati: ma se il server è esposto su Internet non basta; è fondamentale se non obbligatorio preoccuparsi di impostare un firewall. E siccome vi sarà possibile vedere quante migliaia di tentativi di accesso verranno fatti sulla porta 22 aperta è consigliabile adottare anche un ulteriore misura di prevenzione tipo sshguard

Note